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Pensiero Unico

Evoluzione della specie

Nelle ultime settimane sono stato un po' assente, perché nei pochissimi ritagli di tempo libero ho lavorato all'upgrade tecnologico del blog.
Direte "e 'sti cazzi?!". Giusto, condivisibile.
Anche perché dall'esterno sembra uguale a prima, dove sta quindi 'sta novità?

In realtà è cambiato del tutto l'approccio alla base del software che costituisce il nucleo del blog, e da addetto ai lavori sono molto soddisfatto del risultato, in termini di usabilità, velocità, modernità, responsività, accessibilità e possibilità di utilizzo di nuove features.
Chiaro che al 90% queste cose portano un vantaggio solo a me, visto che il blog lo uso solo io, ma, come ormai hanno capito anche le pietre, va da sé che lo 'sti cazzi parta dal mio lato questa volta.

Detto questo, mi resta solo da comunicare che da oggi i post non verranno più pubblicati sui "miei social", come dicono quelli fighi con la mania del protagonismo 2.0, ma ci saranno in compenso svariati modi per ricevere gli aggiornamenti del blog, questo se proprio non potete farne a meno, si capisce:
- visitare il blog di tanto in tanto (modalità for dummies);
- iscriversi alla newsletter, e ricevere quindi una mail automatica ad ogni pubblicazione (modalità terza elementare informatica);
- agganciare il feed rss del blog (modalità nerd irrecuperabile).

Poi, chiaro, resta valida l'opzione numero uno: continuare a fottervene allegramente del blog.
Il sentimento resterebbe reciproco.

Ortaggi di stagione

Oggi affrontiamo l'argomento più spinoso possibile, quello su cui tirate fuori il peggio di voi stessi, il calcio.
So bene che così facendo non mi farò amici, ma se non imparate a prendervi un po' meno sul serio non se ne esce.

Andiamo dritti al punto, l'episodio che ha messo in fibrillazione la rete (bella eh! tipo "il video che ha commosso la rete" e affini, che pena) è noto: il Napoli prende due pere in casa dall'Inter (o due babà come piace dire ai tifosi napoletani quando è la loro squadra a prevalere), uscendo dalla Coppa Italia. A bordo campo le solite manfrine di fine partita, finché l'allenatore del Napoli dà del finocchio a quello dell'Inter.
Apriti cielo, parte il parapiglia: il primo forse capisce di averla fatta grossa e si scusa a fine partita, rivendicando però il diritto a fare il cazzo che vuole in campo, zona franca a suo modo di vedere.
Il secondo non accetta le scuse e si appella ai più usurati argomenti da politically correct per chiedere una squalifica esemplare dell'avversario.
Inutile dire che agli osservatori dotati di almeno mezzo neurone è risultato immediatamente chiaro come sarebbe finita la faccenda, all'italica maniera, due giornate di squalifica, solo per le partite di coppa ovviamente. Un po' come dare una pacca sulla spalla ad un omicida, dandogli del birbantello. Perché dovrebbe essere chiaro (e se non lo è, ricontatevi i neuroni perché siete sotto la soglia di allerta) che certi atteggiamenti non c'entrano un cazzo con la vita, figuriamoci con lo sport, tanto più se hai la fortuna di ricoprire un ruolo di spicco nella società, e quindi di esempio. Perché se l'allenatore di una delle squadre più seguite in Italia si permette certi atteggiamenti in campo, allora poi non ci lamentiamo che ai nostri figli al campetto l'allenatore insegni a menare, simulare e fanculizzare l'avversario.
Ma magari non siete d'accordo, vero? Magari siete di quei genitori che si picchiano in tribuna alla partitella dei pulcini.

Tutto questo, che a me sembra una ovvietà per la quale non perdere neanche tre minuti, non solo non vi sfiora minimamente, ma è lontana anni luce dal vostro modo di reagire all'episodio. Perché la cosiddetta "fede" calcistica tira fuori il peggio di voi, tutto insieme in un all-in di cafoneria, cialtroneria e atteggiamenti da maschioitalicocolcazzograndeecervellodamacaco.
E come facciate a non accorgervene è la parte che mi impressiona di più. Voglio dire, persino una cavia da laboratorio, alla terza volta che sbatte il muso sul vetro, capisce che di là non si passa. Ma voi niente.

Reazioni tipiche:
- il beota: "e si vede che se si è offeso allora è perché lo piglia in culo, 'sto frocio".
Questa tipologia di imbecille è facile che lo vediate di tanto in tanto con il profilo listato con la bandiera lgbt a difendere sui social i sacrosanti diritti civili di tutti, iniziando magari la filippica con il tipico "... ve lo dico io che c'ho un sacco di amici gay. Però non sono ricchione eh!".
- il benaltrista: "ma che cazzo vuole insegnare Mancini, se l'è scordato quando difendeva i cori razzisti contro di noi?!"
Questo atteggiamento è diffusissimo, lo si ritrova nella quasi totalità dei profili, e di tutte le tifoserie, badate bene, non solo di quella che difende Sarri. Probabilmente perché è la versione calcistica di uno dei comandamenti dell'italiano medio: tutti ladri, perciò nessuno ladro. Una puttanata colossale come poche, ma talmente radicata nel pensiero comune da essere declinata all'occorrenza per ogni ambito. In sostanza si giustifica tutto perché l'hanno fatto, lo fanno o lo faranno anche gli altri, persino chi in quel momento sta subendo il torto. Insomma, niente è punibile, o semplicemente condannabile, solo perché ci sono altri casi. Un po' come affermare che se ti beccano a rubare non ti devono sbattere in galera, perché ce ne sono tanti che l'hanno fatto e sono ancora a piede libero. Una palese boiata. Dite di no? Fatevi vedere da uno bravo.
- il complottista: "ecco! hanno trovato il modo di farci perdere il campionato!"
Di complottisti se ne trovano a plotoni, anche perché si spalleggiano uno con l'altro, in un crescendo di mani messe avanti, a chi la spara più grossa, o a chi ricorda l'episodio più dimenticato che dimostrerebbe la malafede dell'intero genere umano contro la propria squadra di supereroi rubati alla Marvel. Perché è di questo che siete convinti: se la vostra squadra vince è perché deve essere così, al di fuori di ogni ragionevole dubbio, perché i vostri eroi sono i più bravi, i più belli, i più fighi e con le mogli più cool del pianeta; se perde deve esserci un motivo esterno, qualcosa che puzza, il gomblotto! Vi do una notizia: al campionato sono iscritte una ventina di squadre e lo vince una sola, il vostro "ragionamento" per forza di cose non funziona. Non c'è da pensarci su, è così.
- il minimizzatore: "vabeh ma in campo si dice di tutto, non le si pensa davvero quelle cose, sono cose dette nella foga del momento, e comunque dovrebbe restare tutto in campo".
Il soggetto in questione, in genere, vi illumina con queste perle di saggezza rassicurandovi di sapere di cosa si stia parlando, perché anche lui fa sport e lo sa cosa si dice in campo, e resta tutto lì, fuori amici come prima. Di tutti, questo è il profilo che mi fa scompisciare di più. In primo luogo perché in genere "fare sport" corrisponde ad "avere l'abbonamento a Sky", che non è proprio la stessa cosa. Chiunque abbia mai fatto sport agonistico, anche a livelli infimi (forse soprattutto a quei livelli), sa benissimo che persino in campo, ed in piena trance agonistica, esistono scale di valori per gli insulti: un vaffanculo o uno stronzo, persino un figlio di troia, sono "tollerati" e volentieri ricambiati, ma con altri generi di insulti è facile che si esca dal campo con qualche dente in meno. E questo per restare ad un livello ancora da troglodita appena alfabetizzato. Ma se vogliamo sviscerare meglio l'argomento, mi fa davvero impazzire il minimizzare l'insulto derubricandolo a uscita infelice, detta nella foga del momento. Cazzate! Quando si è fuori di testa esce il peggio che siamo, ciò che è più radicato in noi. Io non mi sognerei mai di dare del finocchio a qualcuno, o zingaro di merda come successo a quell'altro galantuomo di Fognini qualche mese fa, o altro del genere, a me al massimo del furore capacissimo che mi scappa il bestemmione epocale, ma semplicemente perché sono profondamente e convintamente anticlericale, non per altro. Uno come Sarri, con precedenti tra l'altro, è sostanzialmente un limitato. Bravo allenatore eh, ci mancherebbe, magari vi fa anche vincere qualcosa, ma sempre un ignorante resta. Smettetela di idolatrare le persone, hanno difetti come voi, può accadere che siano anche peggiori di voi. Difficile eh... ma accade anche questo.

In conclusione, perché non si dica che non sono buono, vi propongo un esercizio facile facile, per la prossima volta, per provare a stemperare gli istinti: nell'istante in cui accade qualcosa che accende le vostre ire da trogloditi da stadio, fermatevi, respirate, ed immaginate lo stesso identico episodio a parti invertite. Ora, se la reazione sarà una risata, vuol dire che c'è ancora speranza, e forse potete tornare ad occuparvi del gioco più bello del mondo con l'approccio corretto. In tutti gli altri casi siete spacciati, e probabilmente condannati ad una vita da rosiconi.

Rivoluzione social

Rodotà: "Presto online la Carta dei diritti di internet, pronta per la consultazione pubblica"

Vi anticipo soltanto i punti salienti, perché credo vi interessino.
E poi non dite che non vi penso.

Ovviamente gran parte della normativa riguarderà l'uso di merda che fate dei social network.
No, non c'è scritto "di merda" nella Carta, ma io traduco per vostra miglior comprensione.

Andando al nocciolo della questione, la Carta andrà a tutelare principalmente i diritti dei naviganti con i coglioni frantumati dal mare di puttanate che ogni santo giorno sono costretti a sorbirsi aprendo la bacheca di un qualunque social: bufale come se piovesse, aforismi all'amatriciana, foto di gattini, etc...
Utenti oltremodo provati anche a livello psicologico dall'inevitabile dubbio etico/morale quotidiano: che faccio? glielo faccio notare che è una stronzata? o mi faccio gli affari miei e lascio che sia la vita a pigliarlo per culo? gli voglio abbastanza bene da perdonargli il passo falso oppure lo cancello all'istante dai contatti e magari gli rigo pure l'auto?

La normativa è particolarmente dura, ve lo anticipo, perciò non vi impressionate, siate voi stessi e vedrete che tutto andrà per il meglio. Per me.

In una scala crescente di responsabilità, le pene possono essere così schematizzate:

  • Like su bufala: un mese di interdizione all'uso del social, blocco dell'utenza e questionario on-line finale di riabilitazione.
    Aggravanti (15 gg aggiuntivi cadauna): bufala a carattere discriminatorio per genere, razza o religione, animalista a minchia o di incitamento al veganesimo.

  • Commento concordante su bufala: 3 (tre) mesi di interdizione all'uso del social, blocco dell'utenza, corso serale di recupero idioti ed esame finale di riabilitazione.
    Aggravanti (30 gg aggiuntivi cadauna): uso di scrittura MAIUSCOLA a sottolineatura della minchiata espressa, numero di punti esclamativi finali >= 1.

  • Condivisione di bufala: 6 (sei) mesi di interdizione all'uso del social, blocco dell'utenza, corso full time di recupero idioti, requisizione dello smartphone nel periodo di pena ed esame finale di riabilitazione.
    Aggravanti (45 gg aggiuntivi cadauna): utilizzo nel commento alla condivisione del termine "vergogna", utilizzo nel commento alla condivisione del termine "meditate", numero di "like" alla condivisione >= 10.

  • Pubblicazione di bufala: si rimanda per l'entità della pena direttamente al codice penale, in quanto si ritiene si configuri il reato di "circonvenzione di incapace".
    Aggravanti (180 gg aggiuntivi cadauna): numero di "like" >= 25, numero di commenti concordanti >= 25, condivisioni >= 10.

Questo e molto altro vi aspetta.
Paura... eh?!

No social

Cloak, app 'asociale' per iPhone.
E' la prima app per gli asociali: si chiama "Cloak" (mantello), è disponibile gratis per chi ha un iPhone ed evita a chi lo "scarica" di far incontri sgradevoli.
In pratica Cloak - lanciata con lo slogan di primo 'network asociale' - si connette ai dati di altre app come Instagram e FourSquare, creando una sorta di mappa di dove si trovano gli individui conosciuti che si vogliono evitare.

Sono molto invidioso, lo ammetto. Avrei dovuto averla io quest'idea.
Comprerei un iPhone solo per poterla installare.
Ma poi penso che usare un iPhone è un buon inizio per andarmi sui coglioni, e l'app potrebbe andare in loop riflessivo.

Intelligenza Sociale

Fb capirà le emozioni nascoste tra i nostri post.

Cioè, aspetta aspetta... vuol dire che comprenderà da solo, tramite un motore di intelligenza artificiale, costato anni di sviluppo software e risorse illimitate, l'enorme 'sti gran cazzi! dietro ogni mio post?
Sono colpito.