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Pensiero Unico

Il killer e il bastardo

Dramma Neymar, mondiale finito.
Frattura di una vertebra per il campione brasiliano uscito in barella durante la partita vinta con la Colombia.

Lo dico io, ok?
Così rispettiamo il gioco delle parti: voi a difendere la finta aura da papa boy che vi circonda in queste occasioni, io quella vera, verissima, da asociale fatto e compiuto.
Ma la verità, lo so io e lo sapete voi, è che prima o poi te lo aspetti che capiti una cosa del genere ad un giocatore scorretto ai limiti della sopportabilità, come è Neymar. Uno che incanta con la tecnica e nel frattempo distribuisce gomitate gratuite, simulazioni e quant'altro riesca ad indispettire gli avversari.
Diciamo pure che lo speri quasi che gli succeda prima o poi una cosa del genere.
L'ha fatto Zuniga, con una tecnica bastarda tra l'altro, esagerando nel risultato, probabilmente ben oltre il danno che voleva infliggere, volontariamente e senza beccare neanche un'ammonizione: a certe latitudini è proprio vero che il sangue ribolle diversamente.
Siete scandalizzati? Ma andiamo!
Lo so io e lo sapete voi.

Investiture

Piersilvio Berlusconi fa il tifo per Renzi: "Ha fatto un gran lavoro".

Uno per mesi sta alla finestra, impiccato col lavoro ed incapace di trovare la sintesi per descrivere al meglio ciò che sta succedendo nella stanza dei bottoni.
E poi?
E poi succede che ti arriva in soccorso chi meno ti aspetti.
Grazie Piersilvio, non avrei trovato parole migliori.
D'altra parte è proprio vero che ognuno ha gli amici (e il testimonial) che si merita.

A volte ritornano

Ti svegli, ti siedi ancora rincoglionito nella cucina della affittacamere per fare colazione, la tv manda tre numeri in rotazione: 40 - 21 - 16.

Mentre pensi che tuo suocero li avrà sicuramente già giocati al lotto, esci pian piano dal coma e realizzi si tratti dei risultati elettorali.
Associ i numeri alle facce e la prima sensazione è di profondo sconforto, ti assale un dubbio terribile, non riesci a non pensare che sia colpa tua: andare ad una Comunione il giorno delle votazioni ti ha fatto risvegliare in un paese democristiano, DEVE esserci una connessione, per forza.

Insomma, ti rifugi nel bel mezzo della Lunigiana per un giorno, a strafogarti di qualunque cosa abbia mai camminato sulla Terra, in una specie di paradiso per carnivori, con tanto di vegani impalati all'ingresso come monito, e che accade? Ridiventano tutti osservanti democristiani in un amen.
Certo, non fossi stato ancora in coma etilico per quel rosso genuino, di quelli che ti macchiano il bicchiere e l'anima in un colpo solo, lo avresti capito già dalla faccia della signora del b&b. Ieri pimpante e saltellante tra i fornelli col vinciamonoi stampato sulla dentiera, oggi mite ed abbattuta come un bimbo quando scopre che babbo natale è in realtà quel coglionazzo del padre.

Per fortuna il cappuccino ti aiuta a rinsavire, ricordandoti che l'unico che ti ascolta ancora è tuo figlio, e solo perché ha due anni ed è meno grosso di te, tempo 5 anni e ti fanculizzerà a dovere anche lui, preparati.
Perciò rilassati e mangia quegli ottimi frollini al cioccolato, il mondo si fotte da solo anche senza le tue opinioni, tranquillo.

Non resisti però, butti un'occhiata ai social.
Metà popolazione sparita. Saranno tutti a disdire le stampanti 3D ordinate per fabbricarsi in casa il Boeing con cui andare in vacanza questa estate, visto che pure i lowcost ti spezzano le gambe di 'sti tempi.
Questo pensiero ti strappa un sorriso. D'altra parte lo dici da mesi che il comico non vuole governare, che il suo interesse sta tutto nel restare dove è ora, altrimenti come si spiegherebbero tutte 'ste boiate sparate ai quattro venti, compresi quelli umidi e sudaticci dell'insetto nazionale? Insomma, per crederci, o sei un bimbominkia disintegrato dalle nottate su youporn o ti chiami Paolo Bernini, per il resto chi pensi di convincere con 'sto cumulo di cazzate 2.0?

L'altra metà si divide tra (poco) esultanti democristiani, sorpresi anche loro dai numeri, così schiaccianti da far paura, di quelli che al prossimo giro hai già perso, senza neanche contare le schede, e catastrofisti cronici, di quelli che in vita loro non hanno mai avuto una colpa, nonostante abbiano votato per la peggior feccia possibile, di quelli che non si schierano mai pubblicamente, per paura di essere cacciati dal circolo dell'aperitivo delle 19, ma che sono sempre lì a ricordarti che esistono, utili come una ghiacciaia in Alaska e simpatici come un calcolo al rene.

Dai un'occhiata anche agli altri numeri, giusto per avere ben presente che 22 su 100 ancora sostengono un delinquente conclamato ed un branco di trogloditi arraffoni e che in Europa tira un'aria fetida che in certi momenti 'sto paese sembra quasi un giardino di rose.

Spegni tutto. Insomma, tutto ok, si ricomincia, altro giro altra corsa.
Che belli che siete, se non vi disprezzassi vi amerei.
(Ndr - questa torna utile a quel tipo che pensa di poter scrivere una mia biografia non autorizzata, magari così ne vende tre copie in più, è padre di famiglia pure lui...)

The day before

Un viaggio di quasi sei ore in intercity, il giorno prima delle elezioni, è il modo migliore per capire definitivamente, ammesso ce ne sia ancora bisogno, che questo paese è inesorabilmente fottuto.

Quattro compagni di viaggio nel tuo scompartimento da sei. Tu, moglie e bambino schiacciati nei posti finestrino, senza cuffie. Ci sono poche situazioni che simulino così bene un girone infernale, credetemi.

Un'impresa già sedersi. I tuoi posti occupati da altri, incapaci anche di leggere la propria prenotazione. Gli fai presente che i posti sono riservati e loro ti guardano con lo sguardo perso, manco gli avessi parlato in ungherese stretto. Quando dopo cinque minuti il sangue gli fluisce nuovamente a quel che resta del cervello e finalmente si alzano, ti accorgi che gli altri quattro hanno bagagli manco si stessero trasferendo in Siberia per sei mesi. Riesci ad infilare almeno il trolley, piccolo, il resto lo lasci fuori, non c'è alternativa.

Finalmente seduti, tuo figlio fa il bravo, gioca con un libro di puzzle, ti aspetta un viaggio di sei ore, per un istante fai un pensiero positivo: andrà tutto bene.
Errore. Neanche il tempo di darti del coglione per aver ignorato una delle regole fondamentali del pendolare ("Mai e poi mai pensare, neanche per un attimo, che il viaggio andrà liscio, senza intoppi" art. 1, comma 1 del manuale del viaggiatore) e parte il dibattito.
Lo spunto è lanciato dalla signora al tuo fianco, a saperlo prima le davi una gomitata anestetica sulle gengive mentre sistemavi il trolley: "domani si vota".
Fai subito ricorso alla tecnica suprema di autodifesa del pendolare senza cuffie, nel tentativo di arginare preventivamente l'imminente catastrofe: smadonnare mentalmente in aramaico antico, una tecnica mostruosamente complicata, raggiungibile esclusivamente con la completa dissociazione mente-corpo, tipica del pendolare al ventesimo anno di tortura giornaliera
Ma non fai in tempo, lo tsunami di stronzate ti travolge senza lasciarti speranze, chiarendo in appena tre minuti le posizioni.

Abbiamo a che fare con quattro meravigliosi stereotipi viventi dell'italiano medio, fantastica occasione di studio antropologico ravvicinato, se solo non ti si fosse esaurita da anni la scorta di sopportazione verso l'idiozia manifesta.
Abbiamo la cinquantenne berlusconiana che utilizza il termine "zecca" per indicare qualunque cosa vada oltre la sua comprensione, in sostanza l'intero scibile umano.
La sessantenne razzista che odia i cinesi "mangia-cani" perché le hanno rubato il lavoro (a lei, casalinga dalla nascita, che campa con la pensione di invalidità del marito), e che pure i "negri" non li può vedere da quella volta che si è spaventata a morte perché uno di "loro" ha viaggiato nel suo stesso scompartimento.
Il bagnino stagionale in viaggio verso Cecina, a soli trent'anni cintura nera di luogocomunismo e laurea honoris causa in dabbenaggine applicata.
Ed infine la boccalona da Forum, capace quasi di commuoverti nella sua ingenuità, se non avessi la percezione esatta che quelli come lei ti stanno fottendo la vita.

Un cocktail micidiale, che in soli trenta minuti riesce a farti rivivere quattro mesi di lurida campagna elettorale, dandoti l'ennesima conferma che ciò che abbiamo sia esattamente ciò che meritiamo.

È passata appena un'ora e mezza.
Ringrazi con uno sguardo tua moglie per aver riempito il trolley con phon e piastra per i capelli, impedendoti quindi di portare la mazza da baseball.
Appunti mentalmente di non guardarla come un'esaurita della chioma perfetta la prossima volta che succede.
Un ultimo appunto per tua nipote: dirle che le vuoi bene per averti sottratto al supplizio autolesionista del voto, piazzando quella pratica strana tipica dei cattolici, chiamata Comunione, proprio domani.

Meno quattro ore all'arrivo.
Ce la puoi fare. Ce la puoi fare. Ce la puoi fare.

Gomblotto

Il Bari va a Paparesta: 4,8 milioni.

Prima che parta prova tv, codice etico e calciopoli 6.0, sappiate che era lì come commercialista, i soldi non sono suoi.
Avvisate pure Genny 'a carogna, eh!