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Pensiero Unico

Rivoluzione social

Rodotà: "Presto online la Carta dei diritti di internet, pronta per la consultazione pubblica"

Vi anticipo soltanto i punti salienti, perché credo vi interessino.
E poi non dite che non vi penso.

Ovviamente gran parte della normativa riguarderà l'uso di merda che fate dei social network.
No, non c'è scritto "di merda" nella Carta, ma io traduco per vostra miglior comprensione.

Andando al nocciolo della questione, la Carta andrà a tutelare principalmente i diritti dei naviganti con i coglioni frantumati dal mare di puttanate che ogni santo giorno sono costretti a sorbirsi aprendo la bacheca di un qualunque social: bufale come se piovesse, aforismi all'amatriciana, foto di gattini, etc...
Utenti oltremodo provati anche a livello psicologico dall'inevitabile dubbio etico/morale quotidiano: che faccio? glielo faccio notare che è una stronzata? o mi faccio gli affari miei e lascio che sia la vita a pigliarlo per culo? gli voglio abbastanza bene da perdonargli il passo falso oppure lo cancello all'istante dai contatti e magari gli rigo pure l'auto?

La normativa è particolarmente dura, ve lo anticipo, perciò non vi impressionate, siate voi stessi e vedrete che tutto andrà per il meglio. Per me.

In una scala crescente di responsabilità, le pene possono essere così schematizzate:

  • Like su bufala: un mese di interdizione all'uso del social, blocco dell'utenza e questionario on-line finale di riabilitazione.
    Aggravanti (15 gg aggiuntivi cadauna): bufala a carattere discriminatorio per genere, razza o religione, animalista a minchia o di incitamento al veganesimo.

  • Commento concordante su bufala: 3 (tre) mesi di interdizione all'uso del social, blocco dell'utenza, corso serale di recupero idioti ed esame finale di riabilitazione.
    Aggravanti (30 gg aggiuntivi cadauna): uso di scrittura MAIUSCOLA a sottolineatura della minchiata espressa, numero di punti esclamativi finali >= 1.

  • Condivisione di bufala: 6 (sei) mesi di interdizione all'uso del social, blocco dell'utenza, corso full time di recupero idioti, requisizione dello smartphone nel periodo di pena ed esame finale di riabilitazione.
    Aggravanti (45 gg aggiuntivi cadauna): utilizzo nel commento alla condivisione del termine "vergogna", utilizzo nel commento alla condivisione del termine "meditate", numero di "like" alla condivisione >= 10.

  • Pubblicazione di bufala: si rimanda per l'entità della pena direttamente al codice penale, in quanto si ritiene si configuri il reato di "circonvenzione di incapace".
    Aggravanti (180 gg aggiuntivi cadauna): numero di "like" >= 25, numero di commenti concordanti >= 25, condivisioni >= 10.

Questo e molto altro vi aspetta.
Paura... eh?!

Peggio di Trenitalia

Sapete? Mi sono sbagliato su una cosa, per giunta importante.
Fino a stamattina credevo che un viaggio con Trenitalia fosse l'esperienza infima del pendolare.
Non è così.

Un viaggio con Trenitalia, leggendo un libro di merda, consigliato dal tuo compagno di viaggio, è decisamente peggio. Credetemi.

Partiamo dalle note positive, visto che sono poche, una sola in sostanza: il libro era corto.
L'ho finito prima di arrivare a Campoleone, circa 45 minuti, per i non avvezzi a questa tratta schifosa.
Insomma, se non altro la sofferenza è durata poco, visto che ho la pessima abitudine di finire ogni cosa che inizio a leggere, anche quando mi accorgo dalla pagina IV della prefazione che trattasi di roba organica senza filtro. Vince in me sempre quella speranza di trovare almeno una frase che giustifichi un tale spreco di alberi, un concetto solo, un barlume di intelligenza. Niente, stavolta niente.
A parte la brevità, per l'appunto. Chissà, forse potrei classificare anche questa come una qualità: se scrivi una cagata, ma almeno la fai breve, un punto per te.
Anche se, comunque, dovresti evitare di chiamarlo "romanzo", è un cazzo di racconto, oltretutto breve.
Che poi non ci sta niente di male a scrivere racconti, eh! La maggior parte dei miei autori preferiti hanno scritto racconti, a decine, tutti di altissimo livello. Ma capisci che non regge il confronto se con la stessa spesa leggo una trentina di racconti di Carver e quella sublime cazzata che chiami "romanzo"?
A meno che tu non sia davvero convinto che basti scrivere una ottantina di pagine, font 72, interlinea 15 e mezzo, per chiamarlo "romanzo".

Vabeh, esaurite le note positive, passiamo alle negative, se no finisce che lo scrivo io un romanzo. E senza neanche avere i vostri 10 euro in cambio.

La trama è inesistente, o meglio, ci sarebbe una specie di situazione centrale a tutta la storia, una roba tra l'altro trita e ritrita, ma che nella testa dell'autore credo dovesse essere l'idea del millennio, dato che poi non la sviluppa, la lascia lì, tutto il tempo in primo piano, limitandosi a costruirci intorno un'enorme masturbazione cerebrale lunga 80 pagine.
Non c'è nemmeno una certa capacità descrittiva, quella sapienza nel cesellare i dettagli con le parole che a volte rende vivo anche un racconto mediocre.
È come se tutto il racconto fosse solo una scusa, neanche ben scelta tra l'altro, per piazzare ogni 4 pagine una frase ad effetto, un aforisma esistenziale senza del quale l'autore suppone non potremmo vivere.
Sembra che ai giorni nostri l'unica preoccupazione di questo esercito di scribacchini sia di trovare la frase della vita, quella capace di far ricordare il loro nome per almeno un'estate al branco di mocciose che li legge.
Intendiamoci, io comprendo benissimo che nell'epoca dei 140 caratteri e dei like a minchia tutti si sentano dei piccoli Oscar Wilde, ma non mi spacciate questo per letteratura, questa è merda, senza se e senza ma.

Questo non è semplicemente un racconto, pardon... un "romanzo" inutile, è decisamente fastidioso, e non nel senso di disturbante, magari lo fosse.
È fastidioso perché insopportabile nella sua banale stupidaggine, mascherata da profonda introspezione psicologica. Ti fa venir voglia di comprare l'edizione rilegata (tremo al pensiero che esista davvero) solo per andare all'incontro con l'autore e dargliela sulle gengive.

E non me lo chiedete, non ve lo dico il titolo del romanzo, non ve lo faccio questo favore, né a voi né a lui.
Vi conosco bene, sareste capaci di andarvelo a comprare solo per verificare quello che vi sto dicendo.
Senza contare che poi magari vi piace pure, il che, lo sapete bene, non sarebbe altro che una conferma per me.
Volete farmi questo piacere?

Sapienti

Sapienza, Schettino chiamato per master su gestione panico.

Nel pomeriggio di domani, nella stessa aula, terrò una lectio magistralis dal titolo "Tolleranza e amore nell'era dei social network".
Vi aspetto tutti.

Nomen omen

Amburgo, Fognini perde la testa e insulta Krajinovic: "Zingaro di merda".

Non è che uno lo chiamano il "Fogna" per niente, eh!